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| Scritto da Amministratore | |||
| Sabato 15 Maggio 2010 10:44 | |||
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Rodi, Polignano, Ostuni, Castellaneta, Ginosa, Castro Marina, Melendugno, Salve
Il mare pugliese? Sempre più blu: 8 ‘bandiere’. In Lucania
2 l’altra prima pagina per il raggiungimento di alti standard di qualita’ dei reflui restituiti all’ambiente, in linea con le disposizioni piu’ restrittive previste dalla normativa vigente”. Ulteriori interventi sono in corso o sono stati programmati. “Ai 120 milioni citati, si aggiungano altri 8,5 milioni, impegnati nel 2009, per il mantenimento su tutti gli impianti gestiti di standard di funzionalita’ adeguati. Un’attivita’ -viene precisato- che rispecchia la rinnovata capacita’ progettuale ed operativa della struttura di Acquedotto Pugliese. Nel corso degli ultimi anni, infine, le reti fognarie di raccolta urbana ed extra urbana dei reflui sono state estese in 54 abitati”. Soddisfatto anche il consigliere regionale salentino Buccoliero: “Le sei bandiere blu assegnate al Grande Salento, di cui tre alla provincia leccese, rappresentano un riconoscimento importante, che deve incoraggiare il lavoro e l’entusiasmo di tutto un territorio”. È quanto afferma il consigliere regionale e portavoce di Alleanza Puglia, Antonio Buccoliero, intervenendo dopo che la Federazione per l’Educazione Ambientale ha assegnato otto bandiere blu in Puglia, di cui tre in provincia di Lecce e sei nel Grande Salento. Un plauso particolare - spiega il portavoce di Alleanza Puglia - va alle comunità di Salve, Castro e Melendugno, che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento non solo per il mare pulito, ma anche per i servizi e l’accoglienza. Un riconoscimento che premia, in maniera particolare, la comunità di Castro, che esce da un periodo critico, dopo il crollo di una parte della sua famosa piazzetta. Questi riconoscimenti che proiettano i nostri bellissimi territori sulla scena nazionale - prosegue - devono rappresentare uno sprone a fare sempre di più”.
Puglia mercoledì 12 maggio 2010 E’ netto il giudizio di Legambiente sulla posizione di Italia Nostra a proposito del parco eolico off shore al largo di Tricase: “Italia Nostra sbaglia nel merito e nel metodo a contestare il progetto di parco eolico off shore - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - E’ un errore di merito perchè non si può parlare di un attacco alle ineguagliabili bellezze paesaggistiche italiane per un parco posizionato a venti chilometri di distanza dalla costa. E’ un errore di metodo perchè, contestando anche progetti del genere, si rischia di non essere credibili quando si tratterà di opporsi ai progetti veramente impattanti. Disapprovare ogni progetto come fa Italia Nostra, anche il più innovativo e sostenibile, non permetterà all’Italia di raggiungere l’autosufficienza energetica e liberarsi dalle vere fonti energetiche inquinanti, petrolio, carbone e nucleare.” Legambiente d’altro canto si oppone al deturpamento del territorio nelle aree protette: “Contestiamo fortemente le scelte di alcuni Comuni riguardo a progetti sovradimensionati e pensati esclusivamente per ragioni economiche che determinano un effetto selva in alcune zone del Gargano. Per gli stessi motivi abbiamo espresso tutte le nostre perplessità sui progetti off-shore in prossimità delle Tremiti, un’area che andrebbe preservata dal moltiplicarsi delle richieste di concessioni. Anche per questo motivo sarebbe auspicabile, al contrario di quanto afferma Italia Nostra, un maggior coinvolgimento della Regione Puglia nell’iter autorizzativo di questi impianti, proprio per ovviare all’assenza di regole e al rischio far west. Approviamo quindi il progetto al largo di Tricase che rappresenta la migliore sintesi di innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e del paesaggio – conclude Tarantini – Il parco eolico nel Canale d’Otranto ha una capacità complessiva di circa 90 Mw e contribuirà all’aumento dell’energia rinnovabile in Puglia, un modello per il resto del Paese. Per questo chiediamo ad Italia Nostra di rivedere posizioni che rischiano di gettare un’ombra conservatrice e retriva su tutto il movimento ambientalista. La rivoluzione energetica in atto passa attraverso progetti come questo.” Legambiente Puglia chiede infine la convocazione della conferenza Stato-Regioni per stabilire al più presto delle linee guida per gli impianti, soprattutto per quelli offshore, per garantire così la corretta gestione e la tutela del territorio contro autorizzazioni illegittime e dissensi da parte di qualche associazione. Una situazione dunque ancora da chiarire per quanto riguarda la creazione di impianti off-shore a largo dellev coste del Salento. Potranno essere utili al fabbisogno energetico, ma rischiano di deturpare il mare leccese.
Acque: inquinamento record Tanzarella: “Turisti soddisfatti” Il sindaco di Ostuni: ‘Il riconoscimento premia l’impegno ambientale’ La Fee (Fondazione per l’educazione ambientale) ha assegnato ad Ostuni e alle sue spiagge la Bandiera Blu 2010. Per la sedicesima volta nella sua storia la Città Bianca potrà fregiarsi del prestigioso riconoscimento assegnato in base a rigorosi controlli. La Bandiera Blu delle spiagge viene assegnata, infatti, per la qualità delle acque, della costa, dei servizi, misure di sicurezza ed educazione ambientale. La Città Bianca è una delle otto località pugliesi (l’unica in provincia di Brindisi) ad aver ricevuto questo ricono-scimento. Il Sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella e l’assessore al turismo, Agostino Buongiorno, hanno appreso la notizia partecipando alla Presentazione delle Bandiere Blu 2010 che si è tenuta a Roma presso la sala Tirreno della Regione Lazio. Un riconoscimento che conferma Ostuni tra le regine delle località balneari d’Italia con grande soddisfazione di tutta l’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Domenico Tanzarella.«Siamo davvero felici per questo ri-conoscimento che conferma Ostuni tra i comuni che hanno coniugato lo sviluppo con la tutela dell’ambiente e del territorio” spiega il Sindaco Tanzarella “Questa Bandiera ci impegna a lavorare sempre con maggiore impegno per migliorare i servizi offerti agli ostunesi e ai turisti, con l’obiettivo di fare sistema con i comuni limitrofi all’interno di un territorio che rientra bene all’interno dell’Area Vasta. In questa ottica rientra la particolare attenzione al turi-smo archeologico e museale con la recente inaugurazione del Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano e la prossima riapertura al pubblico del museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale. E poi l’attività dell’isola ecologica che ha dato impulso alla raccolta differenziata e che negli ultimi mesi ci ha portato a percen-tuali insperate». L’attribuzione della Bandiera Blu ha trovato a soddisfazione di tutta l’Amministrazione Comunale. In particolare dell’Assessore all’ambiente, Giuseppe Santoro e al Turismo, Agostino Buongiorno. «Un riconoscimento » continua l’assessore al Turismo, Buongiorno «che consente ai turisti di avere delle certezze in merito alla pulizia delle ac-que e delle spiagge oltre che sui servizi offerti per le loro vacanze. La Bandiera Blu conferma il buon lavoro svolto da questa amministrazione nella tutele del territorio e nella sua promozione all’esterno». Numerosi e rigorosi i controlli che vanno dall’assolutavalidità delle acque di balneazione alla totale assenza di scarichi di acque industriali e fognarie nei pressi delle spiagge. Importante per l’assegnazione è anche l’elaborazione da parte dei Comuni di un piano per eventuale emergenza ambientale, di un piano ambientale per lo sviluppo costiero (servizi igienici in numero adeguato nei pressi della spiaggia, collocamento di salvagenti ed imbarcazioni di salvataggio, assoluto divieto di accesso alle auto sulla spiaggia, assoluto divieto di campeggio non autorizzato, divieto di portare cani sulla spiaggia, facile accesso alla spiaggia), la presenza sulle spiagge di conte-nitori per rifiuti in numero adeguato e la costante pulizia degli arenili e una continua sensibilizzazione per la rac-colta differenziata. Il mare pugliese è sempre più blu: quest’anno otto bandiere (una in più rispetto all’anno scorso). In Lucania invece soltanto una per Maratea (nel Potentino). Sono questi i dati che emergono dal riconoscimento assegnato dalla Fee Federazione per l’educazione ambientale). Aumentano i riconoscimenti del mare pulito (ma anche dei servizi eco, delle piste ciclabili, e dell’accessibilità a tutti) in Italia, con 231 spiagge doc, rappresentative di 117 comuni, con quattro in più rispetto allo scorso anno. A vincere la palma di Regione che fa incetta di bandiere blu, la Liguria, con 17 località premiate, una in più dello scorso anno; seguono, a pari merito, con 16, Marche e Toscana, poi l’Abruzzo con 13 bandiere e la Campania con 12. La Puglia aggancia a quota 8 l’Emilia Romagna, mentre rincorrono il Veneto, con 6, il Lazio con 5, la Sicilia e la Calabria con 4; Friuli Venezia Giulia e Sardegna a quota due, con Basilicata e Molise, fanalini di coda con una sola menzione. Le otto bandiere pugliesi sono state assegnate a Rodi Garganico (Foggia), Polignano a Mare (Bari), Ostuni-Marina di Ostuni (Brindisi), Castellaneta, Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto), Castro Marina, Melendugno, Salve (Lecce). Il Salento, dunque, resta leader di questa speciale classifica interna ai territori regionali, ma se, da un lato si riconosce lo straordinario risultato di alcune località marine come Castro, Melendugno e Salve, dall’altra, si registra l’ennesima adunata di grandi escluse: basti pensare a Santa Cesarea Terme, a Nardò, a Gallipoli, ma soprattutto alla perla del Salento, cioè Otranto, che ancora una volta probabilmente scontano l’impreparazione su alcuni servizi connessi al mare pulito e ad una cultura ecosostenibile. Otto spiagge in Puglia, una in più dello scorso anno, conseguono l’ambito riconoscimento della Bandiera Blu, grazie anche all’impegno di Acquedotto Pugliese. A riportarlo è la società che gestisce gli impianti idrici regionali, sottolineando che il “risultato premia il lavoro svolto in questi anni” e che ulteriori interventi sono previsti per il mantenimento “di standard di funzionalita’ adeguati” su tutti gli impianti. L’Acquedotto Pugliese, si legge in una nota, e’ infatti impegnato in un “vasto programma di interventi sui 180 depuratori gestiti e dislocati su tutto il territorio regionale. In questi ultimi anni oltre 100 progetti sono stati avviati, di cui 72 ultimati, per un importo complessivo di circa 120 milioni di euro,
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